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Un sonno tranquillo e sicuro per il bebè

24 novembre 2016
Bebé che dorme nella culla

Una guida per i genitori per imparare a proteggere il bebè dai rischi del sonno

Fin dalla nascita i genitori possono aiutare i propri piccolini a trovare il giusto ritmo sonno/veglia, ma ancor più importante è che rispettino delle regole fondamentali e importantissime per preservarli da gravi pericoli per la loro sicurezza e sopravvivenza. Autorevoli associazioni pediatriche, come l’American Academy of Pediatrics o l’Ospedale Buzzi di Milano , solo per citarne due, raccomandano alcune linee guida fondamentali per prevenire brutte sorprese notturne, a volte dal risvolto tragico.

Sonni tranquilli lontani dai rischi

I pediatri del Ministero della Salute ci informano che la SIDS (Sudden Infant Death Sindrome) è la principale causa di morte per i bambini tra 1 mese e 12 mesi di età e che non è causata da vaccinazioni, vomito o soffocamento, ma da fattori diversi. Ecco perché è fondamentale seguire le linee guida preventive. La SIDS  è comunemente conosciuta come “morte in culla”, cioè la morte improvvisa e inaspettata di un lattante apparentemente sano, morte che rimane inspiegata anche dopo un’indagine post mortem completa ed accurata. In passato in Italia i decessi erano intorno a 1/1,50%, ora sono in netto declino per la maggior attenzione prestata dai genitori nel coricare i neonati in posizione supina. Ora si stima siano dello 0,50%, ovvero circa 250 casi all’anno (fonte CRI). Sono ormai molto diffusi corsi sulla prevenzione della SIDS, che si possono trovare sul sito della Croce Rossa Italiana o su sidsitalia.it.

I consigli pratici da seguire per un sonno tranquillo e lontano dal rischio SIDS sono elencati nel post https://www.aformadimamma.philips.it/2015/12/8-consigli-prevenire-sids/
Seguendo le regole elencate nell’articolo metterete il vostro piccolino in condizione di riposare sicuro e tranquillo ed anche voi lo farete.

Quanto dormi, piccolo mio!

I neonati dormono molto, in genere fino a 16 a 17 ore al giorno. Ma la maggior parte dei bambini non rimane addormentato per più di due/quattro ore alla volta, giorno o notte, durante le prime settimane di vita. Il risultato? Un sacco di buon sonno per il bambino e un ritmo completamente sballato per le mamme, che probabilmente saranno impegnate più volte durante la notte a cambiarlo, allattarlo e/o consolarlo. La fatica non tarderà ad arrivare. Ci viene in soccorso la lettura di un libro di Elizabeth Pantley (Fonte: Pantley, Elizabeth. The no-cry sleep solution: Gentle ways to help your baby sleep through the night. New York: Contemporary Books, 2002) che offre alcuni consigli per aiutare il vostro bambino stabilire un ritmo sonno/veglia il più regolare possibile:

  • Lasciare la possibilità al bebè di fare un pisolino di frequente. Per le prime sei-otto settimane, la maggior parte dei bambini non è in grado di rimanere sveglio più di due ore alla volta. Se non lo si corica nel momento in cui si sta per addormentarsi, potrebbe passargli il sonno e non riuscire più ad addormentarsi.

  • Insegnare al vostro bambino la differenza tra giorno e notte. Alcuni bambini sono nottambuli (magari hanno appreso questa inclinazione dalla mamma durante la gravidanza) e per i primi giorni di vita non sarà in grado di fare questa grande distinzione. Ma una volta che avrà circa 2 settimane di vita, si può già iniziare ad insegnargli a distinguere la notte dal giorno.

  • Cercate di cogliere i segni della stanchezza del vostro bambino. Per esempio se si stropiccia le orecchie o gli occhi o se si mostra insofferente più del solito, provate a metterlo a dormire. Svilupperete presto un sesto senso per i ritmi quotidiani del vostro bambino, e saprete istintivamente quando sarà pronto per un pisolino.

  • Fate in modo che il momento di andare a dormire diventi una routine. Non è mai troppo presto per iniziare a provare a seguirla. Può essere qualcosa di semplice come mettere il pigiamino, cambiarlo, fargli un bagnetto caldo, cantare una ninna nanna con bacio finale della buonanotte, insomma creando dei rituali che caratterizzino il momento di andare a letto.

  • Verso le 6-8 settimane di età, il piccolo può iniziare già ad addormentarsi da solo. Come? Proprio mettendolo sdraiato quando è assonnato, ma ancora sveglio, come suggerisce Jodi Mindell, direttrice associata del centro di disordini di sonno all’ospedale pediatrico di Philadelphia (Fonte: Mindell, Jodi A. Sleeping through the night: How infants, toddlers, and their parents can get a good night’s sleep. 1997).

  • Un prezioso consiglio della Mindell è di evitare di cullare o allattare il bebè per farlo addormentare perchè se lo fate ogni notte per le prime otto settimane, se lo aspetterà anche per quelle successive. Non tutti sono d’accordo con questa strategia. Alcuni genitori preferiscono comunque cullare e allattare per fare addormentare i loro bebè perché credono che sia naturale, o perchè vedono che il loro bambino dorme bene o semplicemente perché nient’altro sembra funzionare.

  1. Stefania Benedetti

    un articolo davvero interessante perché ci dà non solo utili consigli ma anche un incoraggiamento ad affrontare gli orari sballati dei piccoli perche sono del tutto normali

  2. alessia petroni

    Molto interessante sopratutto per i neo genitori che quando tornano a casa si fanno prendere dalle mille ansie tra cui la principale quella della paura della SIDS. Seguite questi consigli il più possibile per essere più tranquilli!

  3. Sara Baraldi

    Argomento interessante quanto “tribolato” quello della nanna. Le mie bambine hanno sempre dormito pochissimo e riuscire a seguire questi consigli sarebbe davvero importante ma spesso quando si è emotivamente coinvolti diventa difficile non dare cattive abitudini come quella di cullare il bambino o lasciarlo nel lettino per addormentarsi da solo. Io posso dire di essere una frana sull’argomento nanna!

  4. Morena Della Valle

    La nostra bimba ha ormai 14 mesi e con il tempo abbiamo compreso gli errori commessi nei primi mesi soprattutto sul tema nanna. Ha sempre fatto molta fatica ad addormentarsi, sempre curiosa e vogliosa di non perdere nemmeno il minimo dettaglio sul mondo che la circonda ma spesso questo la portava ad essere nervosa e noi ad ore di culle per farla calmare e raggiungere il sonno. Verso gli 8 mesi, avvicinandosi anche il momento dell’inserimento al nido, abbiamo capito quanto fosse importante che si addormentasse da sola, cogliere il momento della stanchezza per farla riposare nel suo lettino e la routine della sera che la aiuta a capire quando è il momento di fare la nanna.
    Ora dopo la routine e la parola buonanotte, saluta il papà e andiamo a letto, lei nel suo lettino e io accanto a lei con il carillon. Dopo qualche minuto di gioco arrampicandosi per il lettino si corica e si abbandona al sonno.

  5. Alessandra Voto

    I primi mesi è dura per tutti, sia per il bimbo che per i genitori. Tutti devono regolare il proprio orologio biologico adattandolo a quello dell’altro. Dalla mia esperienza personale posso dire che mi è tornato molto utile dare delle “regole” (o meglio, un ritmo) alle varie attività della giornata e quindi anche al momento del sonno. Piano piano il bimbo si abituerà a mangiare, giocare, addormentarsi sempre alla stessa ora. Naturalmente qualche risveglio notturno è fisiologico: i primi mesi il bimbo vorrà mangiare ad intervalli ridotti o, più avanti nel tempo, si sveglierà per un mal di pancia o mal di denti. Ma in questo caso serve solo tanta pazienza e con un po’ di coccole di mamma e papà, tutto si sistemerà in breve tempo!
    Molto importante anche il discorso del sonno sicuro: mai lasciare oggetti o peluche all’interno della culla di un neonato di pochi mesi che non ha ancora l’abilità di muoversi autonomamente o spostarli dal viso. Io ad esempio non ho utilizzato nemmeno il cuscino ed ho sempre posizionato il bimbo a pancia in sù. Esistono molti corsi (promossi ad esempio dalla Croce Rossa Italiana) dedicati a questo argomento. Li consiglio a tutti i genitori.

  6. Silvia Cattaneo

    Articolo interessante! Ancora più interessante è l’articolo contenuto nel link a cui si fa cenno. Io ho partecipato, pochissimo tempo fa, ad un corso promosso dalla Croce Rossa Italiana: nonostante mio figlio abbia ormai quasi due anni, devo ammettere che alcuni accorgimenti non li conoscevo affatto e li trovo importantissimi da diffondere a più genitori possibile!

  7. Elena Lanza

    Bravi! È un articolo davvero utile e sarebbe bello poter sviluppare una vera e propria guida sul sonno dei piccini. Con il nostro pupo abbiamo faticato veramente tanto per fargli avere un ritmo sonno/veglia come si deve, e per fortuna piano piano ci stiamo riuscendo. Alla bellezza di 14 mesi comincia a dormire tutta la notte senza svegliarsi ogni ora. La colpa del resto posso ammettere che è mia, lui si svegliava e io gli davo il seno, ciucciava 1 minuto e si riaddormentava. Fino a settimana scorsa passavamo le notti con questa storia, ogni ora. Ho capito solo dopo che il problema era il seno, gliel’ho tolto (solo di notte) e lui ora dorme beato per 10 ore di fila! Sì, non rinuncia a dormire nel lettone con noi, ma va bene così.

  8. Romina C.

    Trovo che la routine pre nanna sia fondamentale, proprio perché i cuccioli sono abitudinari. Con la routine pre nanna si entra in quella fase “relax” necessaria che anticipa un sonno davvero riposante per loro.
    Sono convinta poi, come specificato alla fine dell’articolo, che fare addormentare i bimbi nelle proprie braccia sia, non solo il bisogno più naturale dei cuccioli, ma anche la cosa più bella del mondo 🙂 I genitori non dovrebbero assolutamente limitare la voglia di cullarli e di coccolarli prima di dormire!