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Frequenti risvegli notturni del bambino: cosa fare

15 febbraio 2018
Bimbo piccolo che si sveglia di notte

Se il sonno del bambino è disturbato e ci sono frequenti risvegli notturni è inevitabile che l’intera famiglia ne risenta negativamente. E presto si rischia di cadere nel classico circolo vizioso dove i genitori perdono ore di sonno, sono più nervosi durante il giorno e non riescono a trasmettere al loro piccolino la calma e la serenità per affrontare la notte.

Eppure i disturbi del sonno per i neonati sono un fenomeno abbastanza frequente e diffuso e restano comuni anche dopo l’anno di vita.

Lo afferma un recente studio condotto in Germania su bambini da 0 a 20 mesi, che dimostra come ben il 21% soffra di insonnie e disturbi notturni. Si scende al 15% solo dopo i 3 anni di vita.

Questo, mamme, vi dovrebbe tranquillizzare e confortare un po’, aiutandovi ad affrontare con serenità questo diffuso problema. Insomma, mal comune! Per disturbi del sonno intendiamo sonni agitati e risvegli frequenti durante la notte, magari accompagnati da pianti inconsolabili.
Questo può sicuramente causare preoccupazione ed ansia in molte mamme, soprattutto quando si tratta del primo figlio. Si sentiranno infatti impotenti ed incapaci ad alleviare le sofferenze del loro piccolo in una spirale di stanchezza e stress.


Le cause possibili dei risvegli notturni dei bambini

Una volta accertato che il bimbo non soffra di un disturbo fisico, come ad esempio un raffreddore o un mal d’orecchi, che può compromettere il riposo, possiamo andare alla ricerca della causa dell’insonnia.

Secondo la ricerca effettuata in Germania, quasi l’80% delle insonnie nei bambini è causata da paure, stress, stimoli ed abitudini non corrette prima dell’ora della nanna.

Il bimbo può provare un senso di abbandono durante l’inevitabile separazione dai genitori nel momento di fare la nanna. Anche la paura ancestrale del buio potrebbe influire negativamente. Ci sono poi gli stimoli sbagliati percepiti prima del sonno (ad esempio: rumori fastidiosi o troppo assordanti, giochi particolarmente eccitanti, esposizione a nicotina, i-pad e libri sbagliati) a creare un terreno fertile per una cattiva notte.

Anche gli incubi, gli episodi di sonnambulismo e paura notturna sono disturbi del sonno che possono comparire nel quadro dello sviluppo normale e nella maggioranza dei casi non rappresentano situazioni patologiche. Se compaiono raramente e si risolvono con qualche abbraccio materno, non c’è proprio motivo di proccuparsi.

La paura notturna (pavor nocturnus) è invece caratterizzata da uno o più episodi di forte paura, accompagnata da movimenti corporei, tachipnea (respirazione accelerata) e sudorazione profusa. La caratteristica è che al mattino il bambino non ricorderà nulla. Gli incubi invece non avvengono durante il sonno profondo, ma nella fase REM, solitamente dopo la mezzanotte e hanno il potere di svegliare i bambini. Farsi raccontare il sogno mentre siamo intenti a consolare il bambino è sempre di grande aiuto. Così come cercare di trasmettere a chi fa spesso brutti sogni un senso di protezione e sicurezza durante l’intera giornata.

La routine della nanna, una sana abitudine

Se non ci sono disturbi fisici a turbare il sonno del bebè, è importante creare una personale routine della nanna che regali un senso di piacevole relax per tutti, cominciando a rispettare sempre gli orari della nanna.

Per preparare l’appuntamento con il lettino si può cominciare con un bagnetto rilassante, seguito da un dolce massaggio, mentre insaponate e risciacquate vostro figlio, parlandogli con voce sussurrata.

La sua cameretta dovrà essere un luogo dove sentirsi al sicuro e ritrovare oggetti e odori famigliari, che serviranno ulteriormente a rilassarlo. Giusta temperatura, nessun odore disturbante e una lucina notturna per scacciare la paura del buio e i mostri nascosti sotto il letto. Se il vostro bambino si sentirà protetto nella sua isola felice, la nanna sarà certo più piacevole.

Date poi al piccolo un oggetto che funzioni da rilassante, come il ciuccio o un pupazzetto da stringere nel momento del bisogno. Poi via libera a canzoncine o filastrocche, ma meglio evitare di addormentarlo in braccio, altrimenti il distacco potrebbe essere traumatico.

Se riuscite a trovare i giusti accorgimenti per creare l’atmosfera, anche il vostro piccolino comincerà a dormire sonni tranquilli.
E finalmente, anche per voi sarà una buonanotte!

  1. nadia toppino

    I riti pre nanna sono fondamentali!
    I primi mesi facevo gestire a lui gli orari, e capitava che si “iocasse urlando” tutta la sera prima di dormire, con l’intento di stancarlo meglio!
    In realtà ora che ho adottato orari e riti rilassanti, la fase de prender sonno è diventata un gioco, e la notte passa tutta intera in un’unica dormita (a parte quando spuntano i dentini!).
    Una domada: quanto il “trauma di un parto tumultuoso” può influenzare il sonno/ il comportamento del bimbo?
    grazie!