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Ingorgo mammario e mastite, quando l’allattamento al seno è problematico

11 maggio 2018
Mamma che sta allattando la sua bimba al seno

Si parla spesso di quanto sia importante allattare i bimbi al seno il più a lungo possibile, ma non sempre si parla dei problemi o intoppi che si possono presentare nel post-partum e che spesso compromettono l’allattamento.

L’ingorgo mammario e la mastite sono due disturbi dolorosi che possono purtroppo insorgere nelle prime settimane di vita del bebè, ma se le neomamme sono informate per tempo, possono imparare a prevenire ed eventualmente curare tempestivamente queste malattie, senza necessariamente smettere di allattare il bebè.

Pensate che secondo le statistiche le mastiti sono la seconda causa di interruzione dell’allattamento nelle prime settimane.

Ingorgo mammario

L’ingorgo mammario è un problema tipico dei primi giorni dopo il parto. Può insorgere se il seno non viene drenato adeguatamente e il latte smette di fluire regolarmente, ristagnando nella mammella, che appare tesa, lucida e edematosa, arrossata e dolente.


Possibili cause degli ingorghi mammari sono:

  • Ritardo nell’inizio dell’allattamento dopo il parto.
  • Eccessiva produzione di latte.
  • Suzione insufficiente e/o attaccamento errato al seno da parte del neonato.
  • Poppate troppo brevi o troppo distanti l’una dall’altra.
  • Reggiseno troppo stretto o abiti troppo aderenti al petto.

Il segno caratteristico dell’ingorgo mammario è la difficoltosa fuoriuscita del latte, che può associarsi anche a un lieve rialzo febbrile e alla tensione mammaria. In alcuni casi si verifica anche una protrusione del capezzolo, che rendendo più difficoltoso l’attaccamento del piccolo, crea una sorta di circolo vizioso: la suzione insufficiente aggrava l’ingorgo mammario, mentre il ristagno di latte nella ghiandola finisce col farne diminuire la produzione.

Prevenzione e cura

Secondo le ostetriche uno dei metodi più semplici per prevenire l’ingorgo mammario è quello di far poppare più spesso il bambino, soprattutto nei primi giorni, senza imporre orari rigidi alla frequenza e alla durata delle poppate. Inoltre, quando il piccolo non riesce a succhiare con energia può essere utile svuotare un poco il seno prima della poppata con la spremitura manuale o con un tiralatte , per ammorbidire la zona intorno all’areola.

Per risolvere invece l’ingorgo mammario, prima che diventi ingestibile o si trasformi in una mastite, il consiglio più efficace è quello di eseguire, un quarto d’ora prima della poppata, degli impacchi caldi o delle spugnature caldo – umide alla mammella, seguite da un leggero massaggio.

Esiste anche lo “stratagemma della bottiglia calda”, molto in voga fra le ostetriche.
Si mette a scaldare dell’acqua in un pentolino e, una volta arrivata a bollore, la si versa lentamente in una bottiglia di vetro con il collo largo, come quelle della passata di pomodoro. Si lascia la bottiglia con l’acqua bollente a scaldare qualche minuto e poi, stando attenti a non scottarsi, la si svuota dall’acqua calda e si raffredda il collo sotto l’acqua fredda. Una volta che il collo della bottiglia sarà raffreddato, ma il resto del vetro è ancora molto caldo, si appoggia la bottiglia attorno al capezzolo, tenendola vicina e lasciandola aderire al seno quasi ermeticamente. In questo modo, l’aria all’interno della bottiglia lentamente si raffredderà restringendosi e provocherà così una pressione negativa che funzionerà da delicato drenaggio del seno.

Per alleviare il dolore dopo la poppate, si possono invece fare impacchi freddi sotto le ascelle. Anche l’uso del tiralatte può aiutare a prevenire gli ingorghi, specialmente quando la madre produce quantità eccessive di latte e magari non è possibile attaccare spesso il bambino.

La mastite

La mastite è un’infiammazione acuta e dolorosa causata da batteri (nella maggior parte dei casi il responsabile è lo stafilococco aureus), che si sono fatti strada all’interno del seno, spesso favoriti dalla presenza di taglietti o ragadi sui capezzoli. Compare di solito fra la seconda e la decima settimana dopo il parto e si associa spesso a un sensibile rialzo febbrile (temperatura sopra i 38,5) che non si risolve nel giro di pochi giorni. La mastite può essere causata anche dalla presenza di un ingorgo mammario trascurato: in questi casi l’ostruzione di un dotto galattoforo determina un ristagno di latte, che può trasformarsi in fertile terreno di crescita per i batteri responsabili.

A differenza dell’ingorgo che si cura semplicemente drenando il seno, la mastite guarisce con l’uso degli antibiotici e per questo motivo in caso di sospetto è necessario contattare tempestivamente il proprio medico di fiducia.