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Bambini: cosa fare in caso di punture di insetti e altri animali (api, vespe, tafani, zecche, meduse)

29 agosto 2018
Bimbo piccolo che piange

In estate si vive più a contatto con la natura e proprio per questo può capitare di venire punti da insetti, di essere morsicati da una zecca o pizzicati da una medusa in mezzo al mare. Si tratta generalmente di piccoli incidenti, che però quando capitano a un bimbo di pochi anni o addirittura mesi, possono trasformarsi in uno spiacevole fuori programma.

Ecco perché è utile sapere prima quali “incontri ravvicinati” possiamo aspettarci durante una vacanza al mare o in montagna, in modo da proteggere i nostri piccoli ed eventualmente intervenire in maniera tempestiva.

La regola generale che vale per qualsiasi puntura di insetto o animale è quella di chiamare subito il medico se si tratta di un neonato, se sono coinvolti gli occhi o la bocca, se si sa che la persona punta è allergica o se compaiono sintomi strani, che vadano al di là di un po’ di dolore o di prurito nella zona interessata. Per tutti gli altri casi, sangue freddo e mosse giuste.

Guida alle principali punture estive per sapere come comportarsi nelle diverse situazioni

ZANZARE

In alcune parti del mondo le zanzare sono pericolose per via delle malattie che possono trasmettere, come malaria o febbre gialla. In Italia fortunatamente una puntura di zanzara provoca solo prurito intenso e molto fastidio. Sulla pelle più sensibile dei bambini, però, le punture possono gonfiarsi, formando, dopo alcuni giorni, un nodulino rosso che può rimanere anche per qualche settimana.

Inoltre, dato che i piccoli non riescono a evitare di grattarsi, il rischio di sviluppare infezioni è alto. Quindi è bene sempre tenere disinfettate le zone interessate e chiamare il medico quando la situazione non si risolve entro breve, perché potrebbe essere consigliabile il trattamento con creme antibiotiche.

Prevenzione

L’ideale sarebbe prevenire il contatto con le zanzare tramite barriere fisiche come le zanzariere alle finestre o sul lettino e carrozzina, mentre per quanto riguarda i repellenti, meglio utilizzarli solo se strettamente necessario, cercandone un tipo adatto anche ai bambini, evitando però di cospargerlo sulle le mani dei bambini, per scongiurare il rischio di ingerire sostanze tossiche portandosele alla bocca.

Cosa fare dopo

Se nonostante le nostre precauzioni i piccoli vengono punti, si può alleviare il fastidio con una crema lenitiva e idratante a base di aloe vera, ad esempio. Quando il prurito è insopportabile, si può ricorrere anche a una crema antistaminica, sentendo comunque prima il parere del medico.


VESPE E API, CALABRONI E BOMBI

La puntura di vespa, ape o peggio di calabroni o bombi fa parte dei rischi della vita all’aria aperta.

Come evitare le punture di ape e vespe

Ci sono alcune precauzioni da prendere per evitare di essere colpiti dagli insetti, come leggiamo anche sul sito del servizio sanitario britannico:

  1. Cercate di muovervi lentamente senza fare scatti bruschi quando incontrate vespe e api. Non agitatevi cercando di scacciarle con le mani.
  2. Evitate profumi dolci e fioriti che possono attirare gli insetti .
  3. Non avvicinatevi agli alveari: le vespe costruiscono il proprio nido sotto ai tetti, balconi e alberi. Far rimuovere gli alveari presenti in casa o in giardino da esperti, evitando di fare disastri.
  4. Fate molta attenzione durante i pic-nic e coprite bevande zuccherate e cibo (soprattutto carne e prosciutto o i dolci) per non attirare vespe e api.

Come intervenire

Se nonostante tutte le precauzioni un bambino viene punto, la prima regola è quella di mantenere la calma, perché il panico non aiuta mai. Bisogna piuttosto agire tempestivamente e a ragione.
L’ape perde il pungiglione dopo avere punto. La prima cosa da fare è controllare se fosse rimasto nella zona di pelle colpita ed eventualmente estrarlo con l’aiuto delle pinzette. Dopo si consiglia di applicare ghiaccio e se il dolore fosse proprio insopportabile somministrare del paracetamolo (previo consulto medico).
E’ importante tenere sotto controllo per almeno 2 ore il bimbo punto e verificare che non avvengano reazioni allergiche.
Calcolate che prurito, arrossamento e gonfiore della parte colpita a causa delle sostanze irritanti contenute nel pungiglione sono piuttosto normali, mentre macchie NON nella zona dove è stato punto il piccolo, difficoltà respiratoria o gonfiori possono essere il sintomo di reazioni allergiche serie e pertanto si deve subito recarsi a un Pronto Soccorso.


TAFANO

Il tafano è un po’ diverso dagli altri insetti, perché appena si appoggia sulla cute provoca rossore e gonfiore ed il rilascio di istamina da parte dei tessuti che circondano la zona interessata, causando infiammazione e prurito. Se generalmente tutte le punture di insetto guariscono entro due o tre giorni, nel caso di puntura di tafano, la questione può essere più complessa e possono servire anche diversi giorni.
La puntura di tafano può causare allergie, reazioni cutanee, mancanza di respiro, e oltre al prurito, anche un arrossamento agli occhi ed alle labbra e una generale sensazione di debolezza e vertigini.
Se dopo essere stati punti da un tafano si comincia ad avvertire un dolore molto acuto nella zona del morso e si nota la presenza di pus, è possibile che sia in atto un’infezione. In questo caso specifico, meglio rivolgersi immediatamente al proprio medico, che prescriverà la giusta cura farmacologica.

Come intervenire

Per evitare eventuali infezioni, prima di cercare assistenza medica, si possono utilizzare alcuni rimedi casalinghi. Una volta percepito il morso del tafano, lavate subito la zona colpita con acqua e sapone anti-settico e asciugatela con un fazzoletto di carta asciutto e pulito. Se sentite prurito persistente, vi consigliamo di non grattare la pelle, per evitare di peggiorare la situazione (quando si tratta di bimbi è praticamente impossibile far sì che non si grattino). Per alleviare il dolore, potete mettere sulla pelle, un fazzoletto imbevuto di acqua calda, oppure applicare dell’aceto o del succo di aloe vera, mentre del ghiaccio aiuta a bloccare il gonfiore.


ZECCHE

Le zecche si trovano soprattutto in campagna o in montagna e si attaccano a peli, capelli o vestiti. Poi, quando il bambino è a riposo, lo mordono. Si tratta di parassiti ematofagi di molti animali e anche dell’uomo e possono essere pericolosi agenti di trasmissione di malattie infettive.

Come evitarle

Per cercare di evitare le punture di zecca è utile, che i bambini indossino abiti che coprano le parti abitualmente più esposte mentre giocano nell’erba: calzettoni, pantaloni lunghi, camicie a maniche lunghe. A fine giornata, poi, bisogna sempre controllare i vestiti e la superficie corporea, soffermandosi sulle pieghe cutanee e sulla testa, dove più facilmente si annidano i parassiti.
Nelle zone più infestate dalle zecche dovrebbero essere utilizzati anche repellenti specifici.

Contatto e rimozione

Innanzitutto va specificato che il morso di zecca, a differenza delle punture di vespe tafani, api, zanzare, non è doloroso e non dà prurito. Per questo motivo è molto difficile accorgersi della presenza del parassita quando si attacca al corpo. Quasi sempre dunque la consapevolezza di essere entrati in contatto con l’animale sopraggiunge a distanza di tempo, quando le aree circostanti il morso iniziano a causare fastidiosi pruriti. Questi piccoli animali, lunghi da un paio di mm fino a 1 cm, sono generalmente di color marrone, ma una volta che hanno iniziato a succhiare il sangue, assumono una colorazione rossastra. A quel punto è necessario procedere alla rimozione dalla cute facendo molta attenzione.
La prima regola da seguire anche qui è quella di non lasciarsi prendere dal panico. La rimozione dell’animale è un’operazione piuttosto delicata, che necessita di precisione e sangue freddo. In caso contrario, facendo movimenti bruschi o affrettati, rischiate di lasciare alcune parti dell’animale attaccate alla pelle.

Il metodo migliore per liberarsi della zecca è quello di afferrarlo alla base, il più vicino possibile al rostro (piccolo uncino con il quale la zecca rimane attaccata alla pelle). Lo strumento per effettuare questa operazione può essere una pinzetta (in farmacia ne esistono apposite, ma una pinzetta per le sopracciglia va bene lo stesso). Una volta afferrata saldamente, farla roteare delicatamente.
La corretta rimozione della zecca è fondamentale perché il parassita può essere il veicolo della malattia di Lyme, presente anche in Italia.
Dopo l’estrazione dovrete lavare e disinfettare accuratamente la zona colpita e tenerla sotto controllo per una decina di giorni. Nel caso di comparsa di arrossamento che si propaga dalla zona della puntura, fino a formare un anello più chiaro al centro, è opportuno consultare un medico.

Sarà opportuno il parere di un medico anche se nelle settimane successive dovesse formarsi nella sede della puntura una lesione ulcero-necrotica (tache noir) o se dovessero comparire sintomi quali malessere generale, febbre elevata, dolori articolari, ingrossamento dei linfonodi, cefalea.
La malattia di Lyme nei bambini se diagnosticata in tempi rapidi e trattata con antibiotici è quasi sempre curabile. L’incubazione della malattia va da tre a quindici giorni ma talvolta arriva a un mese.


MEDUSE

Le meduse sono il terrore dei nostri bambini al mare: ne sono attratti perché spesso hanno colori bellissimi, ma temono di essere colpiti mentre nuotano e si divertono.

Come evitarle

Per evitare il contatto non ci sono molte soluzioni: o si evita di fare il bagno nelle acque infestate dalle meduse o si indossa una muta, ma con il caldo estivo non è proprio piacevole.

Cosa fare se si viene pizzicati

  • Quando un bimbo viene punto e piange per il dolore, mantenete la calma e invitatelo ad uscire subito dal mare.
  • Lavate abbondantemente la parte colpita con acqua di mare, per diluire il più possibile la tossina. Mai utilizzare acqua dolce, perché favorirebbe il rilascio di ulteriore veleno da parte di eventuali frammenti di tentacoli rimasti sulla pelle.
  • Rimuovete eventuali residui di tentacoli facendo una sorta di peeling con la sabbia o con una superficie rigida da passare delicatamente sulla pelle.
  • Immergete la parte colpita in acqua calda. Questa è una delle più accreditate strategie per alleviare il dolore, il calore inattiva il veleno. In alternativa vanno bene anche impacchi di sabbia calda. Il ghiaccio sembra sia meno efficace del caldo nel lenire il dolore, e valido soprattutto per i casi più lievi.
  • Un’altra possibilità, sempre per alleviare il male, è l’applicazione di creme a base di solfato di alluminio o cloruro di alluminio.
  • Per quanto riguarda i rimedi fai da te, la letteratura scientifica tendenzialmente sconsiglia l’uso di ammoniaca, urina o alcool, sottolineando che potrebbero peggiorare la situazione. Rimane da valutare l’utilizzo di aceto diluito in acqua che, come l’acqua calda, permette di inattivare il veleno. L’aceto si è rivelato molto efficace nel trattamento delle lesioni provocate da alcune meduse, ma sostanzialmente inutile (o addirittura controproducente) nel trattamento di altre meduse.
    Se il dolore si attenua e non ci sono altri segni “anomali” non occorre fare altro. Se però il dolore è molto intenso e non passa – può succedere quando l’area colpita è molto estesa – o se il piccolo manifesta sintomi che possono fare pensare a una reazione allergica (gonfiore in zone diverse da quella colpita, difficoltà respiratoria, pallore, sudorazione intensa) occorre portarlo direttamente al pronto soccorso.

  1. valentina agoni

    il mio problema è stato quando Ambra è stata punta sull’occhio, mi ero attrezzata per tutto ma non per quell’eventualità (sò che lì non si possono usare gli stessi trattamenti del resto del corpo): ho usato il vecchio rimedio della nonna, impacchi con bustine di camomilla 😀

  2. Martina Ricciardiello

    Post super interessante. La parte per me più difficile è il mantenere la calma, per fortuna le mie bimbe non sono mai state punte ma se dovesse succedere non so cosa farei! Certamente terrò presente questa breve guida!

  3. Alessandra Voto

    Consigli molto utili che terrò sicuramente presente. In effetti in alcune occasioni, soprattutto in estate, con passeggiate nei boschi, nei prati o soggiorni al mare, è molto facile entrare in contatto con insetti di questo tipo. Finché è una semplice zanzara, i rimedi sono veloci, ma con api, meduse & co. la situazione può complicarsi, quindi sapere bene cosa fare è indispensabile per prestare un corretto pronto intervento.