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I segnali per capire se il neonato allattato al seno mangia abbastanza

La prima cosa che si dovrebbe controllare per capire se il neonato mangia abbastanza è il peso. Se cresce bene dovrebbe aumentare 150/200 gr a settimana.

Un altro segnale importante è quanto urina; se fa almeno 5 o 6 pipi sta mangiando a sufficienza.

E’ importante però che la mamma dia al neonato solo il latte materno e non altri liquidi come tisane o acqua altrimenti le urine diventano una spia di accrescimento non affidabile, inoltre il latte materno è già un alimento completo per il neonato.

Un altro segnale per controllare la crescita di un neonato sono le feci. Nel primo mese di vita, è corretto scaricarsi dopo ogni poppata. Dopo il primo mese le feci si riducono a 3 scariche al giorno mediamente.

Prima si pensava che il peso della nascita si dovesse recuperare in 15 gg. Oggi, soprattutto dopo i parti con taglio cesareo, il neonato riprende il suo peso dopo 14/21 gg.

Il bambino può attaccarsi al seno dalle 8 alle 12 volte al giorno nel primo mese di vita; in alcuni periodi, il bambino mangia piu voracemente e più spesso e la mamma potrebbe pensare che il suo latte non sia sufficiente, decidendo di ricorrere alle aggiunte artificiali. Questo è errato, il bambino ha bisogno di mangiare di piu durante gli scatti di crescita, quindi stimola il seno frequentemente per far aumentare la produzione di latte. I periodi degli scatti di crescita sono 7/14 giorni di vita, 4/6 settimane e 3/4 mesi ecc..

Doppia pesata sì o no?

Se il bambino ha una crescita inferiore alle attese, è meglio pesarlo quotidianamente e non settimanalmente. E’ sconsigliata invece la doppia pesata.

La quantità di latte della poppata puo infatti variare, quindi non interessa capire quanto latte ha preso dopo ogni poppata ma il peso assunto dal neonato a livello giornaliero.

La spie corrette sono il controllo del peso giornaliero, delle urine e delle feci. Dopo il primo mese di vita le urine restano sempre 5/7 al giorno, le feci come già detto si possono ridurre a tre scariche al giorno.

Le curve di crescita come interpretarle?

Il “peso e l’altezza” dei bambini possono essere confrontati con curve di riferimento chiamate Tanner-Whitehouse. Queste curve identificano delle linee (percentili) che definiscono il range considerato normale e accettabile a seconda dell’età e rappresentano l’andamento medio della crescita corporea nella fase evolutiva (infanzia e adolescenza) e sono adattati alla nostra popolazione. Vengono periodicamente rinnovati e aggiornati, da apposite commissioni di esperti ricercatori. Sono realizzati controllando il peso e l’altezza di migliaia di bambini di età diverse e poi dividendo le misure ottenute in modo che una proporzione definita dei bambini campione viene a trovarsi sopra e sotto un definito centile. L’utilità di queste curve è quella di evidenziare eventuali differenze che possono far ipotizzare (e quindi consigliare di eseguire una visita presso un medico curante) obesità, mancanza di crescita ossea o bassa statura

Ci sono delle curve di crescita solo per i bambini allattati al seno. Per chi è allattato con latte artificiale le curve sono diverse. Si possono consultare sul sito http://www.allattamentoalseno.it/percentili.asp

Ogni bambino cresce secondo il suo percentile, se un bambino è al decimo percentile non si puo pretendere che lui cresca al 90 % del peso, il peso dovrebbe sempre essere coerente con l’altezza. La velocità e l’entità della crescita non dipendono solo da fattori alimentari ma anche da fattori costituzionali-genetici-ormonali e affettivi che sono indipendenti dal cibo che il piccolo assume.

Falsi miti da sfatare?

  • La mamma spesso pensa di dare aggiunta di latte artificiale di sera per far dormire di piu il bambino. Non si dovrebbe fare perchè durante le poppate serali/notturne si produce l’ormone prolattina che serve per produrre latte nell’arco della giornata;
  • Non ci sono alimenti “proibiti”,  che non si possono mangiare durante l’allattamento;
  • Si possono fare radiografia/TAC/risonanze durante l’allattamento, se si deve usare il liquido di contrasto invece bisogna interpellare il proprio medico;
  • Se una mamma ha dolore può usare antidolorifici e quasi tutti gli antibiotici non sono cointroindicati nell’allattamento;
  • La mamma se ha la febbre può allattare.

Come gestire l’allattamento se la mamma torna al lavoro?

Quando la mamma torna al lavoro può proseguire nell’allattamento materno usando la spremitura manuale o un tiralatte. Il tiralatte può essere manuale o elettrico. Il latte estratto può essere conservato fuori frigo fino 6/8 ore, in frigo fino a 5 giorni, in freezer fino a 6 mesi.

Durante la poppata da un seno la mamma perde latte dall’altro seno, quindi un altro sistema per raccogliere il latte è usare una conchiglia raccoglilatte nel seno non coinvolto dalla poppata. Il latte raccolto va poi versato in un biberon o vasetto per la conservazione.

Il latte estratto e conservato, va poi riscaldato in uno scaldabiberon o a bagnomaria e mai nel microonde per non alterarne le proprietà. Il latte scongelato non va poi riconservato.