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Le coliche del neonato

Quando entro nelle case delle famiglie per una visita dopo la nascita, alla domanda “come state?” molto spesso la risposta è “Bene, ma siamo alle prese con le coliche!”

Quante volte stiamo parlando realmente di coliche? E quando non sono coliche cosa può essere?

Il neonato ha il pianto come sua unica modalità di comunicazione verbale, dunque il pianto non è sempre riconducibile a un dolore o a un malessere, ma anche semplicemente a un bisogno o ad una necessità. Ad esempio un neonato non sa addormentarsi da solo, non conosce niente di ciò che lo circonda, non è più sempre ed esclusivamente in contatto con la mamma, sperimenta il senso di fame e di sete, le giornate sono lunghissime e con tante occasioni di stimolo difficili da affrontare: per comunicarlo alle figure di riferimento si lamenta e piange. È importante specificare che esiste sicuramente un linguaggio non verbale, corporeo, che anticipa il lamento e il pianto, del quale ci si accorge però solo se si è vicini al neonato.

Vediamo ora quali sono le circostanze e le caratteristiche verbali e non verbali proprie delle coliche intestinali:

  • Il neonato distende le gambe in avanti, i suoi muscoli sono contratti dalla schiena fino ai piedini, le mani e le braccia si agitano,
  • Il viso è rosso e tendenzialmente il neonato sta piangendo,
  • Il pianto è inconsolabile,
  • Si verificano spesso nella stessa fascia oraria.

Perché succede questo? Perché il neonato ha un sistema nervoso autonomo (implicato nel funzionamento del tratto gastro-intestinale) ancora immaturo, per cui non è così scontato che nel momento in cui venga avvertita la presenza di gas intestinali questi riescano ad essere espulsi, perché non sa come si fa; se il neonato si agita e si infastidisce la situazione peggiora, poiché i gas sono ancora più difficili da lasciar passare.

E quindi cosa si può fare? Prima dell’insorgenza della colica intestinale il neonato esprimerà la sua difficoltà alle figure di riferimento agitando braccia e gambe ed emettendo delle piccole spinte o dei versetti. Si sentirà accolto e rassicurato se i genitori lo prenderanno con sé, con la pancia a contatto con la loro pancia oppure appoggiata alle loro cosce mentre si è in posizione seduta, oppure ancora posizionando il bebè a pancia in giù sul braccio e mano mentre sono in piedi. Rassicurare il neonato sarà il primo passo per permettergli di “lasciare andare” prima che diventi colica intestinale.

Si può immaginare una conversazione tra il genitore (G) e il neonato (N):
N: “Ho l’aria nella pancia e non riesco ad eliminarla”
G: “Vieni con me, ti insegno che se ci rilassiamo l’aria nel tuo pancino uscirà, io sono con te, va tutto bene!”

Per i genitori è molto impegnativo rimanere con il neonato, sapendo che sta per arrivare l’episodio di colica, è una situazione emotivamente molto intensa, ma con una buona dose di pazienza e fiducia nel neonato, pian piano sarà sempre meglio per il genitore e di conseguenza per il piccolino.

Proprio perché gli episodi di coliche avvengono tendenzialmente nella stessa fascia oraria, sarebbe preventivo in quella stessa fascia oraria fare in modo che il neonato non sia iperstimolato con giochi, tv, uscite in posti affollati e sarebbe utile che fosse già a contatto con voi, in braccio o in fascia, o immerso nell’acqua del bagnetto se per il vostro bimbo è rilassante stare in acqua.

Io ho pienissima fiducia nei genitori e anche i vostri bimbi contano su di voi!!!

Ormai anche gli studi scientifici dichiarano che niente è risolutivo come l’alto contatto…e allora buone coccole!!